Villa Cavadini - Relais a Como - La storia   

Approfondimento storico tratto da “ Memorie storiche di Appiano Gentile” L.Clerici, Milano, 1926 e dalle memorie di mia nonna Caterina Bernasconi de Luca

Nel tessuto residenziale di Appiano Gentile, sorge questo complesso costituito da edifici di epoche differenti appartenenti a famiglie diverse ed oggi riuniti in un’unica proprietà.

Più antica è la casa barocca con torretta classica e balconcini in ferro battuto di proprietà dei Lucini, nobile famiglia originaria di Como, distintasi in Milano nel XVII e XVIII secolo e titolare di diversi feudi tra cui Gudo Visconti a Osnago. La parte principale dell’edificio è una lunga ala disposta secondo l’asse Nord-Sud, con ambienti disimpegnati da un mirabile scalone ellittico con gradini in pietra a mensola e balaustra in ferro battuto. A meridione altri corpi di fabbrica minori formavano un piccolo cortile porticato sui due lati, a valle del quale, sul luogo dove sorgeva la filanda, doveva svilupparsi il giardino.

Più recente e costruita nei primi decenni dell’Ottocento, in forme neoclassiche, la contigua casa dei Frigerio Cavadini che furono tra i primi filandieri di seta della zona. ; il corpo principale di quest’ultima riprende, verso settentrione, l’allineamento della casa Lucini, con un’ala porticata a pianterreno, per poi volgersi ad occidente con un andamento a L. E’ curioso ricordare che la facciata esterna di quest’ultima è priva di intonaco e mostra, tra le larghe cornici che circondano le finestre , i mattoni e le pietre ( le boce) di cui e’ composta. Questo espediente aveva permesso di eludere una tassa sulle costruzioni di lusso. Ancora nel XIX secolo la casa Lucini fu acquistata dal Cavadini che impiantò la filanda in prosecuzione del cortiletto meridionale: dall’unione della casa barocca con quella ottocentesca si formò un grande spazio ad U verso occidente nel quale si insinua il parco che scende in leggero declivio fino alla piazza principale del borgo.

Noemi Cavadini, così si chiamava nonostante fosse un maschio, aveva una personalità molto spiccata e si ritrovò orfano a 12 anni. Per questo fu costretto ad abbandonare gli studi molto presto e mettersi a lavorare per sostenere la sua famiglia, nobile ma povera, (la madre discendeva dalla nobile famiglia Carcano). Si sposò con la giovane Nina Frigerio la cui dote era costituita da un modesto filatoio che Noemi ingrandì con successo e ben presto costruì altre filande nei dintorni diventando uno dei più importanti produttori di seta della zona.

Attualmente gli eredi Filotto, Stella e Bernasconi de Luca abitano la parte ottocentesca della casa mentre la filanda e la torretta sono state abbattute negli anni settanta e la vecchia casa Lucini, sopportate diverse vicissitudini, rimane pressoché abbandonata.

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